Centodieci anni dalla nascita del professor Moshe Feldenkrais, trent’anni dalla sua scomparsa

Il 2014 segna un doppio anniversario per l’educazione neuromotoria Feldenkrais, metodo riabilitante che acquista spazi importanti anche in Sardegna.
Tra gli eventi sardi dedicati a questa disciplina va ricordato senz’altro il festival letterario Bodymind, tenutosi a Dorgali nel 2012. All’interno della seconda edizione del festival si è svolto un laboratorio esperienziale tenuto dall’esperta Fatima Congiu. Il corso si è sviluppato in 4 settimane per 4 lezioni, partendo dalla filosofia di potenziamento dello scienziato, artista marziale e scrittore Moshe Feldenkrais. Gli appuntamenti hanno coinvolto venti ragazzi liceali, tra cui quattro diversamente abili, permettendo una riflessione teorica e corporea dell’uso e “disuso” del nostro corpo nella vita quotidiana.
L’esperta Fatima Congiu: appassionata da sempre di tutto ciò che è Movimento e Arte del corpo umano, ama viaggiare e conoscere mondi e civiltà diverse. E’ stata campionessa italiana di Tae Kwon Do, ha lavorato come operatrice sanitaria ed ha conseguito numerose specializzazioni nell’ambito della riabilitazione. Dal 2006 si avvicina al Metodo Feldenkrais, divenendo insegnante nel 2010. Attualmente tiene seminari, lezioni collettive e individuali.
Contatti: fatimacongiu@yahoo.it
”Quello che mi interessa ottenere non è la flessibilità del corpo, ma quella della mente”
Moshe Feldenkrais 1904 – 1984

Ebreo cittadino del mondo, scienziato, marzialista, educatore neuromotorio. Parliamo di Moshe Feldenkrais: una vita, un romanzo. Gira il mondo fin da ragazzo (nasce in Ucraina nel 1904), ha 13 anni quando lascia la famiglia e parte per la Palestina. Qui apprende il mestiere del costruttore edificando case e strade e incontra le arti marziali. Riprende gli studi già adulto e si laurea in Ingegneria e Fisica alla Sorbona di Parigi. In Francia coltiva la grande passione per le arti marziali frequentando Jigoro Kano, padre dello Judo, diventando suo allievo. Moshe è tra i primi europei a conseguire la cintura nera in questa disciplina e fonda il primo club parigino dedicato a questo sport. Nel 1940, con la Francia ormai in mano ai nazisti, Feldenkrais si mette in salvo e ripara in Inghilterra, mettendo il suo genio al servizio della marina britannica, contribuendo alla difesa delle coste inglesi dai sottomarini tedeschi. In quegli anni approfondisce i suoi studi pratici e teorici sulla motricità del corpo (grazie anche ad un grave incidente al ginocchio che gli impone una disabilità temporanea), sviluppando il metodo che porta il suo nome. Moshe ha dedicato gli ultimi anni di vita (è morto nel 1984) alla formazione di altri insegnanti, capaci di trasmettere a loro volta il metodo. Ha riversato il suo sapere in diversi libri, di cui il fondamentale è “Il corpo e il comportamento maturo” pubblicato nel 1949.
Al festival Bodymind si è scelto di presentare il libro L’Io potente, perché tratta l’essenza stessa del Feldenkrais: la Consapevolezza del Corpo in Movimento. Col Feldenkrais si apprende che la mente, se usata consapevolmente, può veramente far volare il corpo. Nella nostra quotidianità abbiamo spesso abitudini delle quali appunto non siamo consapevoli, che ci portano ad avere una postura scorretta, a muoverci poco e male, causando dolori cronici, tensioni, stress emotivi e perdita di vitalità. In altre parole non siamo funzionalmente “potenti” nella nostra espressione corporea e dunque anche mentale ed emozionale. Riscoprire e ritrovare un uso più naturale, armonico e intelligente del nostro corpo crea la possibilità di migliorare tutto ciò che facciamo ogni giorno, dal respirare, al camminare, correre, saltare e persino fare meglio l’Amore.
La Consapevolezza guarisce.
L’iniziativa proposta dal festival Bodymind ha permesso ai giovanissimi partecipanti di esplorare un nuovo modo di fare movimento con consapevolezza. Il Laboratorio ha utilizzato uno dei due approcci di insegnamento elaborati da Moshe “conoscersi attraverso il movimento ” C.A.M.. La voce dell’insegnante Fatima Congiu ha guidato gli allievi alla scoperta del piacere del movimento in se stesso, con azioni semplici e giocose. Un modo nuovo, curioso, morbido e raffinato di muoversi che crea cambiamenti nel nostro sistema neuromotorio, migliorando la flessibilità del corpo e della mente. Respirare risvegliando il torace; camminare a quattro zampe; girarsi e torcersi prima muovendo in sincrono bacino, spalle, testa e occhi, poi differenziando i movimenti. Movimenti lenti, consapevoli. Il Laboratorio è stato eccezionale nel suo genere, si è realizzato anche un video, le lezioni si sono svolte integrando in modo naturale tutti i ragazzi, ”normodotati” e ”diversamente abili”. Ognuno ha partecipato con curiosità ed interesse, ciascuno con le proprie possibilità e creando i propri miglioramenti, dimostrando che non c’è limite all’apprendimento organico, perché questo è una capacità innata che appartiene a tutti gli individui ad ogni età e condizione biologica. ”Se sai quello che fai, fai quello che vuoi”. Un’altra verità insegnataci da Feldenkrais, che l’ha appresa in una vita intera.
Fatima Congiu e Pierfrancesco Lostia
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